È reato non restituire soldi prestati?

È reato non restituire soldi prestati

Abbiamo già visto quali sono i reati gravi e chi li giudica.

Ma, è reato non restituire i soldi prestati? Scopriamolo in questo approfondimento.

Innanzitutto, non restituire i soldi avuti in prestito da un amico o un  parente non costituisce reato di appropriazione indebita. Pertanto, il creditore (colui che ha prestato i soldi) non ha la possibilità di querelare chi non gli ridà ciò che gli spetta, o meglio la condotta non rileva sul piano penale.

Tuttavia, come chiarito dalla Cassazione, il penale scatta quando la somma viene consegnata con una precisa finalità e lo scopo non viene rispettato.

Vediamo però di capire come funziona il prestito tra privati.

Come si fa un prestito tra privati?

Tutto ciò che la legge richiede è la consegna materiale della somma e, se previsti, che gli interessi non siano superiori al tasso dell’usura.

Per il resto le parti possono liberamente stabilire i loro accordi, anche con una semplice stretta di mano, senza dover ricorrere al contratto scritto.

Tuttavia, spesso è opportuno siglare il contratto perché, in caso di inadempimento e se il credito è documentato da una prova, è più facile ottenere una sentenza dal Giudice Civile.

Ma che succede se il beneficiario del prestito non rispetta i patti e non intende più ridare la somma che gli era stata mutuata? È reato non restituire i soldi prestati? E si può denunciare chi non li restituisce?

Come abbiamo già accennato, secondo la Cassazione non scatta, né il reato di appropriazione indebita né alcun altro reato.

Immaginiamo che una persona, avendo dei debiti, chieda a un amico di prestargli dei soldi e che questi acconsenta, non volendo gli interessi ma solo la rassicurazione che di lì a un mese glieli restituisca. Ciò però non avviene. In questa situazione non vi è alcun reato e l’unico rimedio resta quello civilistico del recupero crediti ovvero una causa civile che culmini con una sentenza di condanna da parte del giudice e, in caso di inadempimento ulteriore, e attraverso la fase esecutiva il pignoramento.

Il reato di appropriazione indebita scatta, invece:

«quando i soldi siano stati consegnati dal legittimo proprietario, ad altri con specifica destinazione di scopo che venga poi violata attraverso l’utilizzo personale da parte dell’agente».

Pensiamo a una persona che consegna del denaro contante in una busta al proprio vicino perché impossibilitata a recarsi dall’amministratore di condominio per pagare le proprie quote ordinarie; mentre il vicino poco dopo spende i soldi ricevuti per sé. In questo caso, chi non restituisce i soldi commette il reato di appropriazione indebita e può essere querelato. Infatti, la somma era stata consegnata per adempiere a una specifica finalità, che non è stata mantenuta.

Avv. Ignazio Ballai

Avv. Ignazio Ballai

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