È reato spiare un cellulare: le conseguenze possono essere pesanti

è un reato spiare un cellulare

In ambito familiare sono le informazioni di carattere personale che, a volte, nascondono le prove di un tradimento.

A questo proposito, ci si chiede se spiare il cellulare del coniuge, del partner o di un amico possa essere lecito, facendo leva sul rapporto di intimità e la conseguente attenuazione della sfera della privacy che caratterizza questi rapporti.

Allo stesso tempo, ci si chiede se sia possibile utilizzare la prova così acquisita e utilizzarla in un eventuale giudizio di separazione o divorzio, aggrappandosi al fatto che si tratta sempre di far valere i propri diritti in via giudiziale.

Vediamo allora se è reato spiare un cellulare e quali sono le conseguenze.

Sottrarre con la forza dalle mani altrui il cellulare

Sottrarre con la forza dalle mani altrui il cellulare, nonostante sia rivolto a cercare le prove di un tradimento, viene considerato illecito.

Una recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione afferma, infatti, che quando qualcuno sottrae con la forza lo smartphone altrui commette reato di rapina ( Cass. sent. n. 8821/21 del 4/03/2021).

Con la violenza o con l’inganno dunque non possono utilizzare le prove acquisite in un eventuale processo, perché la legge esclude la possibilità di utilizzare a proprio favore le prove ottenute in modo contrario al dettato delle norme.

Ma cosa succede quando il cellulare viene lasciato in spazi condivisi tra coniugi o partner?

È reato spiare il cellulare del coniuge o del partner?

Nonostante non ci sia violenza, il comportamento clandestino di chi spia sms ed e-mail del coniuge o del partner, costituisce reato.

Con queste parole la Suprema Corte di Cassazione, ha affermato che ogni volta che si leggono le e-mail del coniuge, del convivente o di chiunque altro, come un collega di lavoro, si deve chiedere una specifica e autonoma autorizzazione (Cass. sent. n. 2905/19 del 22/01/2019 e n. 2942/19 del 22/01/2019).

La circostanza di leggere gli sms del coniuge o del partner dunque è vietata dall’articolo 615 del Codice penale che punisce con la reclusione sino a tre anni:

“chiunque si introduce in un sistema informatico o telematico protetto da misure di sicurezza oppure vi si mantiene contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo”.

Spiare e-mail ed sms del partner è vietato anche se dovesse servire in un processo, vale a dire per difendere i propri diritti. Chi dovesse commettere un simile gesto non potrà, infatti, utilizzare le prove acquisite e passerebbe nel processo.

Allo stesso tempo, non sussiste la giusta causa soltanto perché il coniuge non diffonde conversazioni e foto compromettenti ma si limita a produrre agli atti per ottenere l’addebito a carico dell’ex.

Ciò vale per qualsiasi forma di corrispondenza, sia che si tratti di sms, chat, WhatsApp, Telegram, Facebook, Messenger, Instagram e simili.

Non parliamo solamente di leggere i messaggi di nascosto, ma anche di installare un software spia nello smartphone altrui che costituisce un illecito penale e, in particolare, il reato di interferenze illecite nella vita privata altrui. In questo caso, la pena prevista per questo reato va da 6 mesi a 4 anni di reclusione.

È reato spiare un cellulare già aperto? 

Secondo la Cassazione, chi spia il cellulare altrui commette sempre reato, anche se questo è già aperto: l’accesso abusivo si configura, infatti, anche quando chi entra nel sistema conosce le credenziali, perché comunicate dal titolare, ma poi ne fa un uso che va oltre l’autorizzazione ricevuta.

Quando non è reato spiare un cellulare?

La risposta potrà sembrare scontata, però, per non incorrere in una violazione della legge, si deve sempre chiedere il consenso (in forma scritta), anche quando si abbia il sospetto fondato che il cellulare contenga le tracce di un tradimento.

Avv. Ignazio Ballai

Avv. Ignazio Ballai

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